Geologia
Il Monte Fenera costituisce l’unico grande complesso di rocce sedimentarie della Valsesia. La base del rilievo è formata da scisti gneissici di probabile età pre-cambiana, sulla quale poggia una formazione di porfidi quarziferi rosso-bruno del Paleozoico; segue la serie di rocce calcareo-dolomitiche molto carsificate del Trias (Era Mesozoica), che si estende per uno spessore di circa 300 metri in tutta la zona mediana del monte e che si evidenzia per le chiaretinte della parete Ovest.
Sopra le dolomie si succedono fino alla vetta formazioni del Giurassico (Lias inferiore e medio) con resti di fucoidi e di ammoniti.
Verso la fine dell’Era Cenozoica, durante il Pliocene, il mare invadeva ancora la Pianura Padana e si insinuava nelle Valli Alpine: infatti, nei depositi marnosi, formatisi circa 5 milioni di anni fa, si possono rinvenire molte forme di molluschi e di flora subtropicali.
La struttura del monte è interessata da due fratture principali (faglie) dovute ai movimenti di dislocazione di età “alpina”: una in direzione ENE-WSW (linea della Cremosina), l’altra,ortogonale alla prima, circuisce il fianco orientale del monte stesso.
Oltre alle due faglie di cui si è fatto cenno, i banchI calcareo-dolomitici sono interessati da numerose altre fratture e fessurazioni di origine tettonica dovute alla scarsa plasticità della roccia. in esse l’azione dell’acqua è stata molto attiva, sia chimicamente, sia meccanicamente, instaurando una complicata circolazione in diverse cavità della dolomia.
Sopra le dolomie si succedono fino alla vetta formazioni del Giurassico (Lias inferiore e medio) con resti di fucoidi e di ammoniti.
Verso la fine dell’Era Cenozoica, durante il Pliocene, il mare invadeva ancora la Pianura Padana e si insinuava nelle Valli Alpine: infatti, nei depositi marnosi, formatisi circa 5 milioni di anni fa, si possono rinvenire molte forme di molluschi e di flora subtropicali.
La struttura del monte è interessata da due fratture principali (faglie) dovute ai movimenti di dislocazione di età “alpina”: una in direzione ENE-WSW (linea della Cremosina), l’altra,ortogonale alla prima, circuisce il fianco orientale del monte stesso.
Oltre alle due faglie di cui si è fatto cenno, i banchI calcareo-dolomitici sono interessati da numerose altre fratture e fessurazioni di origine tettonica dovute alla scarsa plasticità della roccia. in esse l’azione dell’acqua è stata molto attiva, sia chimicamente, sia meccanicamente, instaurando una complicata circolazione in diverse cavità della dolomia.
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