Escursioni in siti Rete Natura 2000
Description
Camminare in un sito della Rete Natura 2000 significa viaggiare nel cuore della biodiversità europea. Non si tratta di un semplice trekking, ma di un'esperienza immersiva in ecosistemi unici, dove flora e fauna vengono protette per il futuro di tutti noi.Come vivere l'esperienza al meglio:
Unisciti a noi: Cammina con passo leggero, impara a riconoscere la bellezza che ci circonda e diventa custode della natura.
- Rispetta il silenzio: Ascolta la voce del bosco e non disturbare gli animali selvatici.
- Segui i sentieri: Resta sui tracciati segnati per non calpestare la flora delicata.
- Nessuna traccia: Porta sempre a valle i tuoi rifiuti. Portiamo a casa solo ricordi e fotografie.
Unisciti a noi: Cammina con passo leggero, impara a riconoscere la bellezza che ci circonda e diventa custode della natura.
Qui di seguito diverse schede con le escursioni più belle
Itinerari collegati
| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Frazione Reale Superiore 1200 m, Alagna |
| Punto di arrivo | Frazione Reale Superiore 1200 m, Alagna Valsesia |
| Lunghezza | 6,5 Km m |
| Tempo di percorrenza | 3,30 h |
| Grado di difficoltà | 2 |
| Dislivello | 550 m in salita |
| Informazioni | Sentieri 203 - 201 - 203a |
| Comuni | Alagna Valsesia |
Description
L’itinerario inizia sulla Olterstiga, ossia la salita d’Otro, dopo il tratto di strada asfaltata ZTL della frazione Reale Superiore di Alagna Valsesia. Poco dopo aver oltrepassato il casolare di Stiga e aver lasciato a sinistra il sentiero che scende alla Caldaia di Otro (Olter Chessi), si attraversa una ripida ma ben curata pecceta a gradoni, giungendo a una caratteristica fontana con un crocevia di indicazioni scolpite nel legno.
Si sale a destra, si supera il caratteristico "Sasso della Mano della Madonna", una cappella e, con numerosi zigzag, si arriva alla splendida Conca di Otro, con tutte le frazioni e le loro splendide case Walser, mantenute con cura. La prima frazione è Follu, a 1664 m, con la graziosa chiesetta.
Si passa accanto all’ospitale Rifugio Zar Senni e, in leggera salita, si prosegue verso la frazione panoramica di Dorf, da cui, sullo sfondo, si staglia nel cielo la maestosa punta del Corno Bianco (3320 m).
Il sentiero passa agevolmente tra le belle case dell’abitato di Scarpia, a 1726 m. Giunti alla fine delle abitazioni, si prosegue in leggera discesa, facendo visita alla frazione Weng e ai suoi orti. Si segue la segnaletica CAI 201, piegando a sinistra attraverso un boschetto di larici e abeti, fino a un ponticello sul Torrente Otro. Lo si attraversa e si passa sotto le due belle baite dell’Alpe Farinetti, alle cui spalle si erge la ripida parete del Cornello di Gender (d’Sender Houre, 2272 m).
Dopo pochi passi si arriva in piano al bel prato dell’Alpe Dsender, a 1625 m, si guada il Rio Tailly e si attraversa un altro bel prato (in d’Putteru). Si giunge quindi in un fiabesco bosco di abeti rossi con un sottobosco di muschio e mirtilli. Si prosegue su un caratteristico ponte di legno e, con un bel sentiero largo in falso piano, si ritorna alla fontana e al crocevia con i cartelli in legno. Da qui, la discesa coincide con il percorso di salita.
Si sale a destra, si supera il caratteristico "Sasso della Mano della Madonna", una cappella e, con numerosi zigzag, si arriva alla splendida Conca di Otro, con tutte le frazioni e le loro splendide case Walser, mantenute con cura. La prima frazione è Follu, a 1664 m, con la graziosa chiesetta.
Si passa accanto all’ospitale Rifugio Zar Senni e, in leggera salita, si prosegue verso la frazione panoramica di Dorf, da cui, sullo sfondo, si staglia nel cielo la maestosa punta del Corno Bianco (3320 m).
Il sentiero passa agevolmente tra le belle case dell’abitato di Scarpia, a 1726 m. Giunti alla fine delle abitazioni, si prosegue in leggera discesa, facendo visita alla frazione Weng e ai suoi orti. Si segue la segnaletica CAI 201, piegando a sinistra attraverso un boschetto di larici e abeti, fino a un ponticello sul Torrente Otro. Lo si attraversa e si passa sotto le due belle baite dell’Alpe Farinetti, alle cui spalle si erge la ripida parete del Cornello di Gender (d’Sender Houre, 2272 m).
Dopo pochi passi si arriva in piano al bel prato dell’Alpe Dsender, a 1625 m, si guada il Rio Tailly e si attraversa un altro bel prato (in d’Putteru). Si giunge quindi in un fiabesco bosco di abeti rossi con un sottobosco di muschio e mirtilli. Si prosegue su un caratteristico ponte di legno e, con un bel sentiero largo in falso piano, si ritorna alla fontana e al crocevia con i cartelli in legno. Da qui, la discesa coincide con il percorso di salita.
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| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Frazione reale Superiore 1200 m, Alagna Valsesia |
| Punto di arrivo | Belvedere di Otro |
| Lunghezza | 3,0 Km m |
| Tempo di percorrenza | 2, 15 h |
| Grado di difficoltà | 2 |
| Dislivello | 600 m in salita |
| Informazioni | Sentiero 203 |
| Comuni | Alagna Valsesia |
Description
L’itinerario inizia sulla Olterstiga, ovvero la salita d’Otro, dopo il tratto di strada asfaltata ZTL della frazione Reale Superiore di Alagna Valsesia. Poco dopo aver oltrepassato il casolare di Stiga e aver lasciato a sinistra il sentiero che scende alla Caldaia di Otro (Olter Chessi), si attraversa una ripida ma ben tenuta pecceta a gradoni, giungendo a una caratteristica fontana con un crocevia di indicazioni scolpite nel legno.
Si sale a destra, si supera il caratteristico "Sasso della Mano della Madonna", una cappella e, con numerosi zigzag, si arriva alla splendida Conca di Otro, con tutte le frazioni e le loro splendide case Walser, mantenute con cura. La prima frazione è Follu, a 1664 m, con la graziosa chiesetta.
Si passa accanto all’ospitale Rifugio Zar Senni e, in leggera salita, si prosegue verso la frazione panoramica di Dorf. Poco prima di arrivare alla frazione, il sentiero piega a destra, nei pressi della fontana. Da qui il sentiero non è segnalato con le tipiche bandierine rosse e bianche del CAI, ma il tracciato è sempre ben evidente. Con una moderata salita, si prosegue sui pascoli passando sopra le case della frazione Ciucche.
Arrivati nei pressi di un rudere, ci si inoltra tra aceri, betulle, faggi, larici e abeti sul sentiero che, in breve, porta al Belvedere di Otro. Ci si trova in un luogo carico di storia e tragedie: si possono vedere i resti dell’impianto di risalita dell’ovovia, chiuso nel 1971 in seguito alla caduta di due cabine, dove perirono quattro persone. Più in basso si nota il basamento dove un tempo sorgeva un albergo fiorente, andato perduto per sempre dopo un incendio nel 1970.
Dietro alla stazione si trova un quadro panoramico in legno che si affaccia sulle principali cime valsesiane del Monte Rosa, mentre, verso est, si ergono le iconiche vette della zona: Punta Grober, Corno Mud, Monte Tagliaferro e Cima Carnera.
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| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Frazione Reale Superiore 1200 m, Alagna Valsesia |
| Punto di arrivo | Bivacco Ravelli 2503 m |
| Lunghezza | 7,0 Km m |
| Tempo di percorrenza | 4,40 h |
| Grado di difficoltà | 3 |
| Dislivello | 1310 m in salita |
| Informazioni | Sntiero 203 |
| Comuni | Alagna Valsesia |
Description
L’itinerario inizia sulla Olterstiga, ovvero la salita d’Otro, dopo il tratto di strada asfaltata ZTL della frazione Reale Superiore di Alagna Valsesia. Poco dopo aver oltrepassato il casolare di Stiga e aver lasciato a sinistra il sentiero che scende alla Caldaia di Otro (Olter Chessi), si attraversa una ripida, ma ben tenuta, pecceta a gradoni, giungendo a una caratteristica fontana con un crocevia di indicazioni scolpite nel legno.
Si sale a destra, si supera il caratteristico "Sasso della Mano della Madonna", una cappella e, con numerosi zig zag, si arriva alla splendida conca di Otro, con tutte le frazioni e le loro splendide case Walser, mantenute con cura.
La prima frazione è Follu, a 1664 m, con la graziosa chiesetta. Si passa accanto all’ospitale Rifugio Zar Senni e, in leggera salita, si prosegue verso la frazione panoramica di Dorf, da cui, sullo sfondo, si staglia nel cielo la maestosa punta del Corno Bianco (3320 m). Il sentiero passa agevolmente tra le belle case dell’abitato di Scarpia.
La prima frazione è Follu, a 1664 m, con la graziosa chiesetta. Si passa accanto all’ospitale Rifugio Zar Senni e, in leggera salita, si prosegue verso la frazione panoramica di Dorf, da cui, sullo sfondo, si staglia nel cielo la maestosa punta del Corno Bianco (3320 m). Il sentiero passa agevolmente tra le belle case dell’abitato di Scarpia.
Giunti alla fine del paese, si segue il sentiero che sale lungo un muretto a secco; attraversando pascoli di aceri e frassini, si arriva all'alpeggio di Pianmisura Piccola, a 1835 m.
Si lascia il sentiero che prosegue per il Passo Foric, voltando a sinistra: il percorso passa da Pianmisura Grossa, con la bella chiesetta di San Giacomo Maggiore.
Si lascia il sentiero che prosegue per il Passo Foric, voltando a sinistra: il percorso passa da Pianmisura Grossa, con la bella chiesetta di San Giacomo Maggiore.
Si prosegue verso l’Alpe Kultiri, dopo aver attraversato il Torrente Otro, lasciando a destra il sentiero 203d che porta all’Alpe Granus. Al Piano delle Marmotte, a 2250 m, una conca glaciale, il sentiero piega a sinistra, verso sud, salendo un canalino fino al Lago di Terrafrancia. Pochi metri a sinistra, su un dosso panoramico, si trova il Bivacco Ravelli, a 2503 m.
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| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Frazione Reale Superiore 1200 m, Alagna Valsesia |
| Punto di arrivo | Alpe Zube 2515 m |
| Lunghezza | 6,5 Km m |
| Tempo di percorrenza | 3,30 h |
| Grado di difficoltà | 3 |
| Dislivello | 1290 m in salita |
| Informazioni | Sentieri 2023 - 203b |
| Comuni | Alagna Valsesia |
Description
L’itinerario inizia sulla Olterstiga, ovvero la salita d’Otro, dopo il tratto di strada asfaltata ZTL della frazione Reale Superiore di Alagna Valsesia. Poco dopo aver oltrepassato il casolare di Stiga e aver lasciato a sinistra il sentiero che scende alla Caldaia di Otro (Olter Chessi), attraverso una ripida, ma ben tenuta, pecceta a gradoni, si giunge a una caratteristica fontana con un crocevia di indicazioni scolpite nel legno.
Si sale a destra, si supera il caratteristico “Sasso della Mano della Madonna”, una cappella e, con numerosi zigzag, si arriva alla splendida Conca di Otro, con tutte le frazioni e le loro splendide case Walser, mantenute sapientemente.
La prima frazione è Follu, a 1664 m, con la graziosa chiesetta. Si passa accanto all’ospitale Rifugio Zar Senni e, in leggera salita, si prosegue verso la frazione panoramica di Dorf, dove dietro si staglia nel cielo la maestosa punta del Corno Bianco (3320 m). Il sentiero passa agevolmente tra le belle case dell’abitato di Scarpia.
La prima frazione è Follu, a 1664 m, con la graziosa chiesetta. Si passa accanto all’ospitale Rifugio Zar Senni e, in leggera salita, si prosegue verso la frazione panoramica di Dorf, dove dietro si staglia nel cielo la maestosa punta del Corno Bianco (3320 m). Il sentiero passa agevolmente tra le belle case dell’abitato di Scarpia.
Giunti alla fine del paese, si segue il sentiero che sale lungo un muretto di pietra a secco; attraversando pascoli di aceri e frassini, si arriva all'alpeggio di Pianmisura Piccola, a 1835 m. Si volta a destra sul sentiero 203b per seguire il Rio Foric, lasciando poco in alto, di fronte, Pianmisura Grande.
Si sale con alcuni tornanti sul sentiero, tra ontani verdi ed Epilobium prestando attenzione ad alcuni tratti con terreno instabile, che percorre il vallone in direzione nord. Nella parte alta, una serie di dossi più comodi porta al Passo Foric, a 2432 m.
Si sale con alcuni tornanti sul sentiero, tra ontani verdi ed Epilobium prestando attenzione ad alcuni tratti con terreno instabile, che percorre il vallone in direzione nord. Nella parte alta, una serie di dossi più comodi porta al Passo Foric, a 2432 m.
Qui giunge, dal versante opposto (Vallone d'Olen), il sentiero 205b. In circa 20 minuti di cammino si sale a sinistra del Passo Foric, lungo il sentiero 203b, arrivando su una balconata di incredibile bellezza, con vista sul Monte Rosa e gran parte delle iconiche vette valsesiane. Dopo qualche passo su una grande distesa di pascolo, si arriva alla solitaria baita dell’Alpe Zube, l’alpeggio valsesiano più alto, a 2515 m, che affaccia sulla valle percorsa.
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| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Frazione Reale Superiore 1200 m, Alagna Valsesia |
| Punto di arrivo | Laghi Tailly 2428 m |
| Lunghezza | 5,5 Km m |
| Tempo di percorrenza | 3,45 h |
| Grado di difficoltà | 2 |
| Dislivello | 1200 m in salita |
| Informazioni | Sentieri 203 - 203b |
| Comuni | Alagna Valsesia |
Description
L’itinerario inizia sulla Olterstiga, ovvero la salita d’Otro, dopo il tratto di strada asfaltata ZTL della frazione Reale Superiore di Alagna Valsesia. Poco dopo aver oltrepassato il casolare di Stiga e aver lasciato a sinistra il sentiero che scende alla Caldaia di Otro (Olter Chessi), si attraversa una ripida, ma ben tenuta, pecceta a gradoni, giungendo a una caratteristica fontana con un crocevia di indicazioni scolpite nel legno.
A questo punto, il percorso prosegue sulla sinistra, abbandonando il sentiero 203 che conduce in Val d’Otro. La comoda e ombrosa mulattiera si inoltra pianeggiante nel vallone, offrendo un piacevole cammino tra boschi freschi e ombreggiati.
Dopo aver attraversato il torrente Otro su un pittoresco ponte in legno, si affronta una lieve salita, immersi tra fitti alberi, che conduce a un’incantevole radura erbosa. Superato il Rio Tailly, si raggiunge il vasto pascolo dell’Alpe Dsender (Undre Dsender), a 1625 m, un luogo ideale per una sosta contemplativa.
Oltrepassata l’alpe, si segue un lungo diagonale tra rocce e prati erbosi, immergendosi sempre più nel paesaggio alpino. Il sentiero sale gradualmente lungo il fianco di un dosso che chiude la conca dei laghi, dove si trova il pittoresco Lago Tailly Inferiore, a 2382 m, incorniciato da maestose pareti rocciose.
Proseguendo, e aggirando il dosso sulla destra, si giunge infine al Lago Tailly Superiore, più piccolo e meno profondo, a 2428 m.
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| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Sant'Antonio 1380 m |
| Punto di arrivo | Ospizio Sottile 2480 m |
| Lunghezza | 7,3 Km m |
| Tempo di percorrenza | 4 h |
| Grado di difficoltà | 2 |
| Dislivello | 1120 m in salita |
| Comuni | Alagna Valsesia |
Description
L’escursione inizia nella frazione di Sant’Antonio, dove si trovano l'oratorio dedicato al santo e il rifugio Valle Vogna, ricavato dall’ex scuola elementare. Durante il periodo estivo, la località è raggiungibile esclusivamente a piedi o tramite una navetta a pagamento, in partenza dall’ampio parcheggio della frazione di Ca’ di Janzo.
Proseguendo lungo il sentiero 201, parte di un itinerario chiaramente segnalato della GTA e del Sentiero Italia, si percorre la strada carrozzabile, caratterizzata da diversi saliscendi, che attraversa le frazioni basse della Val Vogna. Si raggiunge quindi Peccia, a 1449 m, ultimo abitato della valle, noto per i danni subiti a causa di valanghe. Da qui, il sentiero sale fino alla chiesa di San Grato, il cui campanile è visibile da lontano. Proseguendo con un breve tratto a mezza costa, si giunge al Ponte Napoleonico, un suggestivo ponte in pietra che sovrasta il torrente Sulino.
Si prende quindi il sentiero sulla destra, che conduce verso La Montata. Continuando, si raggiungono le due baite dell’Alpe Tecchiale, da cui il percorso si inerpica fino alla Cappelletta del Lancone, a 1739 m. Successivamente, si attraversa un lariceto fino a incontrare un bivio, si lascia il sentiero per l’Alpe Larecchio sulla sinistra, mentre si prende la mulattiera sulla destra.
Da qui si attraversa il torrente Valdobbia tramite un ponte. Ignorando il sentiero 201d che conduce al Rifugio Carestia, si segue un percorso più ampio e graduale che porta al Pian del Celletto, il sentiero sale oltre un dosso caratterizzato da vegetazione alpina, in particolare rododendri, offrendo la prima vista dell’Ospizio Sottile, che appare in lontananza sul colle.
Il percorso prosegue attraverso due aree note come Piana Grande e Sasselli dell’Asina, fino a raggiungere il vallone finale, un tratto caratterizzato da tornanti. Poco prima di raggiungere il valico, si lascia sulla destra la deviazione per il sentiero 201b, che conduce al Passo di Valdobbiola. Da qui, si prosegue fino al Colle Valdobbia, a 2480 m, dove è situato l’Ospizio Sottile.
Per i più allenati, è possibile fare una visita al bel laghetto alpino chiamato Lago della Balma, a 2316 m, seguendo il sentiero 201c, che successivamente tra macereti e sentiero incerto scende all’Alpe Larecchio.
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| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Sant'Antonio 1380 m |
| Punto di arrivo | Lago Nero 2667 m |
| Lunghezza | 8 Km m |
| Tempo di percorrenza | 3,50 h |
| Grado di difficoltà | 3 |
| Dislivello | 1320 m in salita |
| Informazioni | Sentieri 201 - 202 |
| Comuni | Alagna Valsesia |
Description
L’escursione inizia nella frazione di Sant’Antonio, dove si trovano l'oratorio dedicato al santo e il rifugio Valle Vogna, ricavato dall’ex scuola elementare. Durante il periodo estivo, la località è raggiungibile esclusivamente a piedi o tramite una navetta a pagamento, in partenza dall’ampio parcheggio della frazione di Ca’ di Janzo.
Proseguendo lungo il sentiero 201, parte di un itinerario chiaramente segnalato della GTA e del Sentiero Italia, si percorre la strada carrozzabile, caratterizzata da diversi saliscendi, che attraversa le frazioni basse della Val Vogna, fino ad incontrare il bivio situato a circa quota 1400 m. Al bivio, il percorso prosegue sulla destra, segnalato da cartellonistica CAI e da un'indicazione in legno per il rifugio.
Si raggiunge quindi la frazione Cambiaveto, che viene lasciata per imboccare, sulla sinistra, un sentiero che sale attraversando il vallone. Proseguendo si passa a monte della frazione Piane, a 1494, attraversando un pascolo. Da qui si affronta una salita composta da stretti tornanti che conducono all’Alpe Spinale, a 1904 m. Con un ulteriore tratto in salita si raggiunge l’Alpe Pile e il Rifugio Carestia, a 2201 m.
Il sentiero si sviluppa poi in quota, lungo il fianco della montagna, offrendo suggestive vedute sulla cascata del Rissuolo, sul Rifugio Ospizio Sottile e sull’Alpe Larecchio. Superati, in basso, i ruderi dell’Alpe Pile Vecchie, si attraversa un torrente su pietraia, raggiungendo l’ex punto d’appoggio dell’Alpe Rissuolo, a 2264 m.
Si entra quindi nel Vallone Rissuolo, superando la cascata e costeggiando il torrente, per arrivare in breve al Lago Bianco, a 2333 m, con i suo 4-6 metri di profondità. Il lago viene aggirato superando uno sperone roccioso, da cui il sentiero continua su pietraia. Arrivati al fondo della conca, si affronta un pendio ripido costituito da prati e lastroni, che conduce al ripiano superiore, dove è situato il suggestivo e profondo (11 m) Lago Nero, a 2672 m.
Si entra quindi nel Vallone Rissuolo, superando la cascata e costeggiando il torrente, per arrivare in breve al Lago Bianco, a 2333 m, con i suo 4-6 metri di profondità. Il lago viene aggirato superando uno sperone roccioso, da cui il sentiero continua su pietraia. Arrivati al fondo della conca, si affronta un pendio ripido costituito da prati e lastroni, che conduce al ripiano superiore, dove è situato il suggestivo e profondo (11 m) Lago Nero, a 2672 m.
Per gli escursionisti più esperti il Lago Nero è la base per diverse ascensioni impegnative tra cui: il Corno Bianco (3320 m), proseguendo sul sentiero 202, attraverso il Passo dell’Artemisia (dotato di catena e quindi classificato EEA); Sentiero 202c, per il Lago Verde (2854 m); Sentiero 205b, Passo del Rissuolo (2930 m); Sentiero 202d, Passo dell’Alpetto (2769 m).
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| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Sant'Antonio 1380 m |
| Punto di arrivo | Alpe Larecchio 1850 m |
| Lunghezza | 5 Km m |
| Tempo di percorrenza | 2,30 h |
| Grado di difficoltà | 2 |
| Dislivello | 550 m in salita |
| Comuni | Alagna Valsesia |
Description
L’escursione inizia nella frazione di Sant’Antonio, dove si trovano l'oratorio dedicato al santo e il rifugio Valle Vogna, ricavato dall’ex scuola elementare. Durante il periodo estivo, la località è raggiungibile esclusivamente a piedi o tramite una navetta a pagamento, in partenza dall’ampio parcheggio della frazione di Ca’ di Janzo.
Proseguendo lungo il sentiero 201, parte di un itinerario chiaramente segnalato della GTA e del Sentiero Italia, si percorre la strada carrozzabile, caratterizzata da diversi saliscendi, che attraversa le frazioni basse della Val Vogna. Si raggiunge quindi Peccia, a 1449 m, ultimo abitato della valle, noto per i danni subiti a causa di valanghe. Da qui, il sentiero sale fino alla chiesa di San Grato, il cui campanile è visibile da lontano. Proseguendo con un breve tratto a mezza costa, si giunge al Ponte Napoleonico, un suggestivo ponte in pietra che sovrasta il torrente Sulino.
Proseguendo lungo il sentiero 201, parte di un itinerario chiaramente segnalato della GTA e del Sentiero Italia, si percorre la strada carrozzabile, caratterizzata da diversi saliscendi, che attraversa le frazioni basse della Val Vogna. Si raggiunge quindi Peccia, a 1449 m, ultimo abitato della valle, noto per i danni subiti a causa di valanghe. Da qui, il sentiero sale fino alla chiesa di San Grato, il cui campanile è visibile da lontano. Proseguendo con un breve tratto a mezza costa, si giunge al Ponte Napoleonico, un suggestivo ponte in pietra che sovrasta il torrente Sulino.
Si prende quindi il sentiero sulla destra, che conduce verso La Montata. Continuando, si raggiungono le due baite dell’Alpe Tecchiale, da cui il percorso si inerpica fino alla Cappelletta del Lancone, a 1739 m. Successivamente, si attraversa un lariceto fino a incontrare un bivio con la mulattiera per il Colle Valdobbia, che si lascia sulla destra. Si prosegue verso sinistra, seguendo il sentiero 201a ben tracciato all’interno del bosco di larici, fino a raggiungere l’Alpe Larecchio, a 1895 m.
L’origine del nome di questo alpeggio deriva dalla presenza di numerosi larici che circondano la zona. Uno di questi, di notevoli dimensioni, sorge su un roccione al centro della conca, offrendo un punto panoramico privilegiato sull’ampio pianoro circostante. Seguendo il corso del torrente che attraversa l’alpeggio su un pianoro torboso, si può raggiungere un suggestivo laghetto situato a una quota leggermente superiore.
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| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Sant'Antonio 1380 m |
| Punto di arrivo | Alpe Maccagno 2188 m |
| Lunghezza | 9,2 Km m |
| Tempo di percorrenza | 3,50 h |
| Grado di difficoltà | 2 |
| Dislivello | 840 m in salita |
| Informazioni | Sentiero 201 - 205 |
| Comuni | Alagna Valsesia |
Description
L’escursione inizia nella frazione di Sant’Antonio, dove si trovano l'oratorio dedicato al santo e il rifugio Valle Vogna, ricavato dall’ex scuola elementare. Durante il periodo estivo, la località è raggiungibile esclusivamente a piedi o tramite una navetta a pagamento, in partenza dall’ampio parcheggio della frazione di Ca’ di Janzo.
Proseguendo lungo il sentiero 201, parte di un itinerario chiaramente segnalato della GTA e del Sentiero Italia, si percorre la strada carrozzabile, caratterizzata da diversi saliscendi, che attraversa le frazioni basse della Val Vogna.
Si raggiunge quindi Peccia, a 1449 m, ultimo abitato della valle, noto per i danni subiti a causa di valanghe. Da qui, il sentiero sale fino alla chiesa di San Grato, il cui campanile è visibile da lontano. Proseguendo con un breve tratto a mezza costa, si giunge al Ponte Napoleonico, un suggestivo ponte in pietra che sovrasta il torrente Sulino.
Dopo aver attraversato il Ponte Napoleonico, si svolta a sinistra e si supera il torrente Maccagno tramite un ponte in legno. La mulattiera segue il corso del torrente mantenendo un andamento pressoché pianeggiante per un tratto significativo, per poi risalire attraverso una rampa caratterizzata da gradini alti in pietra.
Si supera il Rio Tillio e si giunge all'Alpe Buzzo Inferiore, a 1698 m. Proseguendo lungo il percorso principale, si oltrepassa la casera dell'Alpe Buzzo Superiore e si continua fino a raggiungere prima l’Alpe Pioda di Sotto e successivamente l’Alpe Pioda di Sopra, a 1877 m. Dopo aver superato l’alpeggio, il cammino attraversa un ponte e continua in salita fino all’ampio pianoro dell’Alpe Camino, situato a 2031 m.
Si raggiunge quindi Peccia, a 1449 m, ultimo abitato della valle, noto per i danni subiti a causa di valanghe. Da qui, il sentiero sale fino alla chiesa di San Grato, il cui campanile è visibile da lontano. Proseguendo con un breve tratto a mezza costa, si giunge al Ponte Napoleonico, un suggestivo ponte in pietra che sovrasta il torrente Sulino.
Dopo aver attraversato il Ponte Napoleonico, si svolta a sinistra e si supera il torrente Maccagno tramite un ponte in legno. La mulattiera segue il corso del torrente mantenendo un andamento pressoché pianeggiante per un tratto significativo, per poi risalire attraverso una rampa caratterizzata da gradini alti in pietra.
Si supera il Rio Tillio e si giunge all'Alpe Buzzo Inferiore, a 1698 m. Proseguendo lungo il percorso principale, si oltrepassa la casera dell'Alpe Buzzo Superiore e si continua fino a raggiungere prima l’Alpe Pioda di Sotto e successivamente l’Alpe Pioda di Sopra, a 1877 m. Dopo aver superato l’alpeggio, il cammino attraversa un ponte e continua in salita fino all’ampio pianoro dell’Alpe Camino, situato a 2031 m.
Proseguendo, il sentiero si sviluppa con un'alternanza di tratti in salita e tratti quasi pianeggianti, raggiungendo infine l’Alpe Maccagno a 2188 m. Da questa posizione, si apre uno spettacolare panorama sull’alpeggio pittoresco, arricchito da un suggestivo laghetto alpino che riflette l’ambiente circostante, offrendo un’esperienza paesaggistica di grande valore. Alle spalle dell’Alpe si può ammirare l’imponente cima del Corno Bianco (3320 m).
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| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Cà di Janzo 1354 m |
| Punto di arrivo | Cà di Janzo 1354 m |
| Lunghezza | 9,5 Km m |
| Tempo di percorrenza | 3,30 h |
| Grado di difficoltà | 2 |
| Informazioni | Sentiero 210 - Sentiero dell'arte - 202 - 201 GTA |
| Comuni | Alagna Valsesia |
Description
L'itinerario ad anello ha inizio presso il parcheggio della frazione di Ca’ di Janzo, nelle vicinanze dell'Albergo Pensione Alpina, storica struttura che, nel 1898, ospitò la regina Margherita.
Dalla frazione, si trascura la strada che prosegue a mezza costa, e si imbocca il sentiero segnalato con il numero 210, coincidente con il Sentiero dell’Arte, segnalato da un pannello informativo. Il sentiero si sviluppa con un'ascensione a tornanti attraverso un fitto bosco, conducendo poi a un poggio erboso oltre il quale si raggiunge la località Selveglio, a 1550 m, caratterizzata da abitazioni tradizionali walser in legno e dalla cappella dedicata alla Madonna del Carmine.
Dalla frazione, si trascura la strada che prosegue a mezza costa, e si imbocca il sentiero segnalato con il numero 210, coincidente con il Sentiero dell’Arte, segnalato da un pannello informativo. Il sentiero si sviluppa con un'ascensione a tornanti attraverso un fitto bosco, conducendo poi a un poggio erboso oltre il quale si raggiunge la località Selveglio, a 1550 m, caratterizzata da abitazioni tradizionali walser in legno e dalla cappella dedicata alla Madonna del Carmine.
Proseguendo, si trascura sulla destra il bivio per il sentiero diretto alla Cima Mutta (2135 m) e si continua a sinistra lungo il versante. Qui un tratto panoramico, caratterizzato da lievi saliscendi, permette di attraversare un ampio vallone e raggiungere dapprima le case di Oro, quindi l’oratorio di San Lorenzo.
Seguono saliscendi più accentuati, alternati a tratti di bosco, che portano alla località Ca’ Vescovo, raggiungibile con una breve salita.
Ulteriori tratti a saliscendi attraversano un boschetto di betulle per condurre infine alla frazione di Rabernardo, a 1453 m, edificata su un pendio ripido, dove una delle abitazioni ospita il Museo Etnografico Walser, per il quale si consiglia di prenotare la visita in anticipo.
Il percorso riprende lasciando a sinistra un sentiero in discesa verso Sant’Antonio. Si procede quindi in salita attraversando prati e un torrente, fino a raggiungere le case di Selletto, per poi scendere a Cambiaveto, a 1507 m. Oltrepassato un ruscello, si giunge alla località Piane, un terrazzo erboso dove le coltivazioni si alternano a pascoli.
Si continua la discesa fino a un piazzale che segna la fine della strada, e si raggiunge Peccia, a 1449 m, ultimo abitato della valle, noto per le devastazioni subite a causa di valanghe. Una scalinata permette di accedere alla chiesa di San Grato, il cui campanile è visibile da lontano.
Un breve tratto a mezza costa conduce infine al Ponte Napoleonico, un suggestivo ponte in pietra che sovrasta il torrente Sulino. Da questo punto, la mulattiera si inerpica verso l’Alpe Larecchio e l’Ospizio Sottile.
Il rientro prevede la discesa al parcheggio lungo una strada prima sterrata e poi asfaltata, che attraversa le frazioni “basse” della Val Vogna. L'itinerario, chiaramente segnalato dalla GTA e dal Sentiero Italia, attraversa le case di Sant’Antonio, a 1380 m, sede dell’oratorio dedicato al Santo e del rifugio Valle Vogna, struttura della GTA ricavata dall'ex scuola elementare. Il percorso prosegue attraversando le località di Ca’ Verno, Ca’ Morca e Ca’ Piacentino, prima di ritornare a Ca’ di Janzo, punto di partenza del percorso.
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| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Frazione Bionda 1200 m, Alagna Valsesia |
| Punto di arrivo | Bocchetta delle Pisse, 2396 m |
| Lunghezza | 5,7 Km m |
| Tempo di percorrenza | 3,40 h |
| Grado di difficoltà | 2 |
| Dislivello | 1180 m in salita |
| Comuni | Alagna Valsesia |
Description
Si riprende quindi la strada, che coincide con il tracciato del sentiero 205f. Tuttavia, prima di proseguire su questo itinerario, ci si stacca dalla strada principale, imboccando una mulattiera sulla sinistra che attraversa la pista da sci e inizia a salire dolcemente all'interno di un fitto bosco. Proseguendo lungo il cammino, sulla destra si scorge in lontananza la frazione di Vittine, mentre il sentiero ci guida fuori dal bosco, portandoci nei pressi della località Zar Oltu, a 1853 m. Superato l'Alpe di Oltu, si intercetta una pista che, poco più avanti, conduce alla località Zam Seiwji, caratterizzata da due ampi pianori su cui sorgono un alpeggio e un laghetto. Nel pianoro inferiore, Undre Seiwji, si trova il Rifugio Città di Mortara, gestito dalla sezione CAI di Mortara. Dal Rifugio Città di Mortara si segue la pista e, poco dopo, a 1983 m, si prende la sterrata a destra che porta all'Alpe Oubre Seiwji. Si continua sul sentiero che sale nel pascolo e incrocia la pista da sci, che si attraversa per poi proseguire lungo il pendio fino a raggiungere la Bocchetta delle Pisse, a 2396 m, dove è posto l'arrivo della seggiovia. Dal colle si gode una bellissima vista sul Monte Rosa.
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| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Frazione Bionda 1200 m, Alagna Valsesia |
| Punto di arrivo | Col d'Olen 2881 m |
| Lunghezza | 8,5 Km m |
| Tempo di percorrenza | 5,30 h |
| Grado di difficoltà | 2 |
| Dislivello | 1650 m |
| Informazioni | Sentieri 205 - 205d |
| Comuni | Alagna Valsesia |
Description
A piedi si attraversa il paese di Alagna Valsesia con una leggera salita fino alla frazione Bonda, nelle vicinanze degli impianti di risalita di Monterosa Ski. Da qui si sale fino alla frazione Piane, e, lasciandola alle spalle, il percorso si snoda lungo una strada sterrata che attraversa il paesaggio montano, conducendo verso un sentiero che ci porta a varcare il torrente Olen (Olen boch) su un ponte di legno.
Si riprende quindi la strada che coincide con il tracciato del sentiero 205f. Tuttavia, prima di proseguire su questo itinerario, ci si stacca dalla strada principale, imboccando una mulattiera sulla sinistra che attraversa la pista da sci e inizia a salire dolcemente all'interno di un fitto bosco.
Proseguendo nel cammino, sulla destra si scorge in lontananza la frazione di Vittine, mentre il sentiero ci guida fuori dal bosco, portandoci nei pressi della località Zar Oltu, a 1853 m. Superato l'Alpe di Oltu, si intercetta una pista che, poco più avanti, conduce alla località Zam Seiwji, caratterizzata da due ampi pianori su cui sorgono un alpeggio e un laghetto. Nel pianoro inferiore, Undre Seiwji, si trova il Rifugio Città di Mortara, gestito dalla Sezione CAI di Mortara.
Proseguendo nel cammino, sulla destra si scorge in lontananza la frazione di Vittine, mentre il sentiero ci guida fuori dal bosco, portandoci nei pressi della località Zar Oltu, a 1853 m. Superato l'Alpe di Oltu, si intercetta una pista che, poco più avanti, conduce alla località Zam Seiwji, caratterizzata da due ampi pianori su cui sorgono un alpeggio e un laghetto. Nel pianoro inferiore, Undre Seiwji, si trova il Rifugio Città di Mortara, gestito dalla Sezione CAI di Mortara.
Da qui, il cammino continua accanto al rifugio, ignorando sulla destra la pista 205a che conduce alla Bocchetta delle Pisse, per dirigersi verso l'Alpe Pianalunga, a 2025 m. Poco più in alto si trovano le stazioni intermedie degli impianti di risalita, a 2045 m. Alternando tratti di pista a sentiero, si affronta una breve salita che conduce al pianoro del Fontanone (Cachbrunnu, una sorgente d'acqua).
Il percorso prosegue fino al ripiano superiore, raggiungendo un bivio a quota 2385 m, da cui parte il sentiero 205b che porta al Passo Foric.
Il percorso prosegue fino al ripiano superiore, raggiungendo un bivio a quota 2385 m, da cui parte il sentiero 205b che porta al Passo Foric.
Qui, il cammino continua sfiorando un imponente masso spaccato in due, il Sasso del Diavolo (Der Prebet stein). La leggenda narra che il diavolo volesse utilizzare questa pietra per distruggere la chiesa di Gressoney, ma un angelo lo fece desistere, e il diavolo, adirato, ruppe il masso con un pugno, facendolo cadere nella zona conosciuta come Alekufer (Frana di Olen), da cui nasce il torrente che dà il nome a questa magnifica valle alpina.
Dopo pochi passi, al bivio, si lascia il sentiero 205c che porta direttamente all'ex Rifugio Città di Vigevano, ora chiuso.
Si prosegue fino a un altro bivio, lasciando il sentiero 205, che porta prima allo spiazzo dove sorgeva lo storico Rifugio Guglielmina, distrutto da un incendio, per poi proseguire verso il Passo dei Salati e i rifugi e le vette alpinistiche del Monte Rosa. Il nostro itinerario invece segue il sentiero numero 205d, e in breve si raggiunge la meta al valico che si affaccia sulla valle di Gressoney, il Col d'Olen, a 2881 m.
Si prosegue fino a un altro bivio, lasciando il sentiero 205, che porta prima allo spiazzo dove sorgeva lo storico Rifugio Guglielmina, distrutto da un incendio, per poi proseguire verso il Passo dei Salati e i rifugi e le vette alpinistiche del Monte Rosa. Il nostro itinerario invece segue il sentiero numero 205d, e in breve si raggiunge la meta al valico che si affaccia sulla valle di Gressoney, il Col d'Olen, a 2881 m.
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| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Frazione Tetti 827 m, Campertogno |
| Punto di arrivo | Alpe Vasnera 1743 m |
| Lunghezza | 5,0 Km m |
| Tempo di percorrenza | 3,30 h |
| Grado di difficoltà | 2 |
| Dislivello | 920 m |
| Informazioni | Sentiero 208 |
Description
L’itinerario inizia nella frazione Tetti di Campertogno, nei pressi del cimitero e dell’Oratorio di San Carlo. Nella sua prima parte coincide con il "Sentiero dell'Arte Campertogno - Cangello". La bella mulattiera sale comodamente fino al Santuario della Madonna del Callone, a 1100 m, offrendo una vista meravigliosa su Campertogno.
Si prosegue attraverso una faggeta che conduce ai verdi pascoli dell’Alpe Argnaccia, a 1183 m, passando accanto alla cappelletta della Madonna del Laghetto. Qui è possibile ammirare lo specchio d’acqua del laghetto e le caratteristiche case dell’alpeggio.
Lungo il percorso si incontra una ceppaia di faggi notevoli, con affisso un cartello di segnalazioni, e si attraversa un sentiero delimitato da muretti a secco fino a raggiungere l’Alpe in Cima. Al bivio con il sentiero 278b si prende il ramo di destra, che sale all’Alpe Cangello, a 1364 m.
Da qui l’itinerario continua dentro una pecceta (bosco di abete rosso), esce nei pascoli dell’Alpe Cascina e prosegue per il prato fino al Campo dei Frei, per poi rientrare nuovamente nella pecceta. Dopo qualche minuto si esce dalla vegetazione e il sentiero si apre sulla splendida Valle Artogna, con l’imponente cima de La Cona (2212 m) visibile sulla destra orografica del torrente Artogna.
Poco più avanti, accanto a un grande abete rosso, si intravedono in lontananza le baite dell’Alpe Vasnera, la meta dell’escursione. Qui il sentiero, seppur semplice e quasi in piano, richiede attenzione, soprattutto in caso di pioggia per la presenza di pietre scivolose. Infine si giunge sotto il versante nord-est della Punta Sivella o Ciciozza (2523 m), dove sorge il panoramico Alpe Vasnera. Accanto alla prima baita, è possibile proseguire l’itinerario verso il Passo di Vasnera (1936 m).
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| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Frazione Otra 872 m, Campertogno |
| Punto di arrivo | Alpe campo 1890 m |
| Lunghezza | 5,0 Km m |
| Tempo di percorrenza | 3,15 h |
| Grado di difficoltà | 2 |
| Dislivello | 1030 m in salita |
| Informazioni | Sentiero 271a - 271 |
Description
La partenza avviene dal parcheggio della frazione Otra di Campertogno. Oltrepassata la sbarra che limita la circolazione sulla strada carrozzabile, si imbocca la strada-sentiero 271a, da percorrere interamente poiché il sentiero principale 271 è attualmente interdetto per lavori di messa in sicurezza a causa del rischio idrogeologico.
L’itinerario prosegue lungo la strada che sale con ripidi tornanti fino a un bivio, dove si imbocca a destra un sentiero che conduce a una cappella. Ritornati sulla strada principale, si svolta nuovamente a destra e, con un lungo traverso, ci si ricongiunge all’itinerario 2
L’itinerario prosegue lungo la strada che sale con ripidi tornanti fino a un bivio, dove si imbocca a destra un sentiero che conduce a una cappella. Ritornati sulla strada principale, si svolta nuovamente a destra e, con un lungo traverso, ci si ricongiunge all’itinerario 2
Il percorso si inoltra in un fitto bosco di faggi e abeti, tocca l’Alpe Cascine (1127 m) e l’antica Alpe Giavinaccia, ormai diroccata. Da qui il sentiero si porta sulla sinistra orografica del torrente, che attraversa su un ponte, per raggiungere in piano l’Alpe Campello e, poco oltre, l’Oratorio dedicato alla Madonna della Neve.
La salita prosegue gradualmente, lambendo le Alpi Rosè, Banchelle e Canvaccia (1525 m). Dopo quest’ultima, il tracciato guadagna quota più decisamente, supera un tratto scavato nella roccia e si porta su terreno di pascoli magri, passando accanto alla “fontana dei preti” e lasciando in basso, sulla sinistra, l’Alpe Casere di Sopra.
La salita prosegue gradualmente, lambendo le Alpi Rosè, Banchelle e Canvaccia (1525 m). Dopo quest’ultima, il tracciato guadagna quota più decisamente, supera un tratto scavato nella roccia e si porta su terreno di pascoli magri, passando accanto alla “fontana dei preti” e lasciando in basso, sulla sinistra, l’Alpe Casere di Sopra.
Con un ultimo tratto in salita si raggiunge infine il pianoro dell’Alpe Campo (1889 m), ampio e panoramico, da cui si gode una splendida vista sulle valli circostanti. Qui è stato allestito un punto di appoggio in una casera sempre aperta e non custodita. L’interno è suddiviso in due locali: uno con focolare e cucina attrezzata per la preparazione di cibo caldo, l’altro adibito a dormitorio con letti a castello. Accanto si trova il deposito della legna, da raccogliere nei dintorni o lungo la salita. L’acqua è reperibile nelle vicinanze.
Si consiglia di portare con sé il sacco a pelo e di provvedere alla legna per la stufa. Come indicato dalla Commissione Centrale Rifugi, la struttura è agibile, ma se ne raccomanda l’utilizzo prevalente come ricovero di emergenza.
Si consiglia di portare con sé il sacco a pelo e di provvedere alla legna per la stufa. Come indicato dalla Commissione Centrale Rifugi, la struttura è agibile, ma se ne raccomanda l’utilizzo prevalente come ricovero di emergenza.
Il pianoro dell’Alpe Campo è un crocevia di diverse mete escursionistiche di varia difficoltà: il Colle del Campo (2403 m), la Punta Sivella o Ciciozza (2523 m, itinerario per escursionisti esperti). Proseguendo invece lungo il Torrente Artogna sul sentiero 271, si raggiunge il Colle della Meia (2649 m), attraversando tre splendidi laghetti alpini.
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| Prénom | Description |
|---|---|
| Punto di partenza | Frazione tetti 827 m, Campertogno |
| Punto di arrivo | becco della Guardia 1823 m |
| Lunghezza | 5,0 Km m |
| Tempo di percorrenza | 3,15 h |
| Grado di difficoltà | 2 |
| Dislivello | 930 m in salita |
| Informazioni | Sentiero 278 - 278b |
Description
L’itinerario inizia nella frazione Tetti di Campertogno, nei pressi del cimitero e dell’Oratorio di San Carlo. Nella sua prima parte coincide con il “Sentiero dell’Arte Campertogno - Cangello”. La bella mulattiera sale comodamente fino al Santuario della Madonna del Callone, a 1100 m, offrendo una vista meravigliosa su Campertogno.
Si prosegue attraverso una faggeta che conduce ai verdi pascoli dell’Alpe Argnaccia, a 1183 m, passando accanto alla cappelletta della Madonna del Laghetto. Qui è possibile ammirare lo specchio d’acqua del laghetto e le caratteristiche case dell’alpeggio.
Lungo il percorso si incontra una ceppaia di faggi notevoli, segnalata da un apposito cartello, e si attraversa un sentiero delimitato da muretti a secco fino a raggiungere l’Alpe in Cima. Al bivio con il sentiero 278 si prende il ramo di sinistra, il sentiero 278b.
Il percorso si sviluppa inizialmente tra i prati, per poi abbassarsi con andamento diagonale nel bosco ceduo. Prestando attenzione ai cartelli che segnalano la presenza di cani da guardiania presso gli alpeggi situati prima della meta, e adottando le dovute accortezze, si oltrepassa il Croso Massero. Si affronta quindi la ripida salita sul versante opposto, attraversando il fitto bosco, fino a raggiungere la Casa del Bosco, a 1604 m.
Proseguendo lungo la cresta, il sentiero conduce senza particolari difficoltà al Becco della Guardia, a 1823 m. Dalla cima si gode un ampio panorama sul Piano dei Gàzzari, località legata alla storia e alla leggenda di Fra’ Dolcino.
Il percorso si sviluppa inizialmente tra i prati, per poi abbassarsi con andamento diagonale nel bosco ceduo. Prestando attenzione ai cartelli che segnalano la presenza di cani da guardiania presso gli alpeggi situati prima della meta, e adottando le dovute accortezze, si oltrepassa il Croso Massero. Si affronta quindi la ripida salita sul versante opposto, attraversando il fitto bosco, fino a raggiungere la Casa del Bosco, a 1604 m.
Proseguendo lungo la cresta, il sentiero conduce senza particolari difficoltà al Becco della Guardia, a 1823 m. Dalla cima si gode un ampio panorama sul Piano dei Gàzzari, località legata alla storia e alla leggenda di Fra’ Dolcino.